Il mantenimento dei figli, 27 gennaio 2017

Il principale pregiudizio determinato dalle separazioni è l’allontanamento dei figli dal costante e contestuale compito di accudimento e cura di entrambi i genitori. Dopo la legge n.898/1970, il referendum del maggio 1974 e la riforma del diritto di famiglia del 1975, la concezione dei figli, da “oggetto da collocare”, si è ormai evoluta da un decennio a questa parte in quella attuale di centro di tutela e cura da parte del sistema normativo-giurisprudenziale. Dietro questa formula si cela il canone ermeneutico principe nell’interpretazione dell’intero corpus di norme in materia familiaristica: la difesa del superiore interesse del minore.

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Linee guida per la Sezione Famiglia del Tribunale di Brindisi

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1) Inquadramento.

2) Aspetti operativi principali (residenza, frequentazioni, assegnazione della casa familiare, mantenimento, spese straordinarie, ascolto del minore e mediazione familiare).

3) Fac-Simile della separazione consensuale

 

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Leggi l'articolo sul seminario di studio avvenuto a Brindisi il 3 marzo 2017

Affido ‘falsamente’ condiviso, il tribunale di Brindisi detta le regole per i genitori (da IlFattoQuotidiano, Avv. M.A. Mazzola)

Case per "mariti" separati, e loro riabilitazione morale

Una iniziativa per vari aspetti preoccupante

In Sicilia la Caritas ha inteso venire incontro al disagio delle famiglie separate preoccupandosi dell'aspetto economico, e non solo, dei "mariti" separati, gravati da un assegno di mantenimento che li riduce in miseria:

http://www.siciliafan.it/in-sicilia-nuove-case-per-mariti-separati/

La notizia non ci rallegra. fatta eccezione per le buone intenzioni, ovviamente. Criticità ce ne sono parecchie. Già le "case per padri separati" fanno pensare alla chiusura in un ghetto. Sarebbero preferibili interventi sistematici e generalizzati, tipo punteggi nelle assegnazioni di alloggi popolari. E poi: perché mariti e non coniugi? Si esclude a priori un disagio economico femminile? Perché mariti e non padri? Conta essere coniugati o avere figli? Perché ex mariti e non ex partner? Se ci si è lasciati senza essere sposati se ne resta fuori? Ma la più preoccupante notizia che ci fornisce l'articolo è un'altra:: " La bellezza del progetto è intrinseco sia nell'aiuto economico sia in quello umano. Ma diventa ancora più interessante, quando si comprende che i 15 mariti che potranno usufruire del servizio, saranno accompagnati passo dopo passo, in una riabilitazione morale, grazie ad una sorta di affiancamento destinato all'inserimento del marito, nella sua nuova vita". Insomma, a quanto è dato capire questi "disgraziati" vanno non solo sostenuti economicamente, ma anche recuperati moralmente, anzi "riabilitati", perché l'hanno fatta grossa? Ma allora perché si esclude che anche l'altro coniuge sia ugualmente da "riabilitare"? E sui figli? Neanche una parola. Il perché sembra chiaro: i figli li ha persi lui, non lei, in barba all'affidameno condiviso. Questo è l'inconsapevole messaggio. Per lui "Incipit vita nova". Prima se ne rende conto meglio è. Quei figli ormai li ha persi ... si rassegni. Beh, Crescere Insieme la pensa diversamente. Noi non ci rassegnamo. (M.M.)

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