Comunicato stampa dell 'AIMEF sull' AFFIDAMENTO CONDIVISO

 

nella “Giornata Nazionale della Mediazione Familiare”
21 ottobre, nelle principali città italiane
Estratto dal Comunicato: "L’A.I.Me.F. ritiene che per una reale attuazione dell’affidamento condiviso, introdotto dalla legge 8 febbraio 2006, n. 54, sia necessario sollecitare in modo esplicito una prassi che renda operativo il pensiero non solo sul cittadino, ma anche sulla persona."

 

Per la Toscana Comunicato e programma

AFFIDO CONDIVISO: ASSOCIAZIONE DIFFIDA A MINISTRO ALFANO

AFFIDO CONDIVISO: ASSOCIAZIONE DIFFIDA A MINISTRO ALFANO

(AGI) - Roma, 27 set - “Il diritto del minore alla bigenitorialita’ non puo’ rimanere solo sulla carta, per questo motivo sosteniamo la decisione presa da Adiantum (Associazione di Associazioni Nazionali per la Tutela dei Minori, ndr) di notificare al Ministro della Giustizia una diffida collettiva in nome e per conto di oltre 100 genitori separati nella quale si chiede alla pubblica amministrazione di garantire il pieno rispetto delle disposizioni contenute nella legge n. 54 del 2006″.

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L'affido condiviso resta sulla carta

L'affido condiviso resta sulla carta

E' il momento dei bilanci per la Legge 54, che sancisce l'applicazione dell'affidamento condiviso in caso di separazione o divorzio. E a distanza di quattro anni dalla sua entrata in vigore, è lo stesso autore del testo Marino Maglietta a decretarne il completo fallimento.

Dati alla mano ci si rende presto conto di come l'affido condiviso, ed i principi che ne sono alla base, resti sostanzialmente inapplicato soprattutto secondo Maglietta, cui va il merito di questa rivoluzione nel diritto di famiglia: “per la difficoltà da parte dei giudici a staccarsi da precedenti prassi consolidate, che sono proprio quelle che la nuova legge intende correggere”.

Il principio della “bi-genitorialità”, che la legge avrebbe dovuto promuovere, rimane quindi nella maggior parte dei casi solo un concetto astratto. 

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UN ORCO SI AGGIRA PER I TRIBUNALI DEI MINORENNI

http://www.facebook.com/notes.php?id=1576015105#!/note.php?note_id=433286502759 UN ORCO SI AGGIRA PER I TRIBUNALI DEI MINORENNI: La Sindrome di Alienazione Genitoriale 
di Andrea Mazzeo 

Com'è ben noto, il concetto di sindrome di alienazione genitoriale, o parentale, all'americana (PAS) è stato introdotto da Richard Gardner, uno psichiatra statunitense (Child Psychiatrist) nel 1985. La PAS è stata utilizzata da alcuni tribunali statunitensi per dirimere questioni sull'affidamento di minori nel caso di separazione dei genitori e disaccordo sull'affidamento dei figli. Dopo i primi tempi di applicazione sia gli psichiatrie gli psicologi, sia gli avvocati e i magistrati, cominciarono ad accorgersi che qualcosa non andava per il verso giusto, divenendo più cauti e rigettando le tautologie di Gardner (es. se un figlio non vuole stare con un genitore è perché l'altro gli ha causato la PAS). 
Cominciò a venir fuori che Gardner non era affatto il professore universitario per cui si spacciava, ma solo frequentatore volontario di una clinica universitaria americana; aveva pubblicato il libro in cui proponeva la PAS non tramite un editore di testi scientifici ma in proprio; i suoi articoli non erano accettati dalle riviste scientifiche più accreditate e li pubblicava autonomamente; il tutto gli aveva procurato fama e quattrini (il suo onorario professionale si aggirava sui 500 dollari l'ora). 
Per non parlare delle sue idee favorevoli verso la pedofilia, più volte espresse nei suoi scritti. 
Nonostante le pressioni esercitate sull'Associazione Psichiatrica Americana, responsabile della stesura dei DSM, la PAS non è stata mai ammessa tra i disturbi mentali ufficialmente riconosciuti dalla comunità scientifica; né tanto meno è riconosciuta dall'ICD, l'altra classificazione internazionale della malattie, quella dell'OMS. 
Gradualmente cominciarono a venir fuori critiche a questo concetto (Paul Fink, Past-President della American Psychiatric Association parla di “pseudo-science”), a volte anche feroci (per Carol Bruch, Docente e Ricercatrice di Discipline giuridiche alla University of California, si tratta addirittura di “junk-science” - "scienza-sapazzatura"). 
Un recente articolo in lingua spagnola (http://scielo.isciii.es/scielo.php?pid=S0211-57352008000200004&script=sci_arttext&tlng=es ) si è proposto di indagare la tenuta scientifica dei concetti di Gardner; la ricerca svolta dagli autori nelle principali banche dati degli articoli scientifici ha dato risultati deludenti. Il numero di pubblicazioni trovate sulla PAS è scarso, nessuna pubblicazione risulta in alcune banche dati (BMJ, Cochrane, SciELO). 
Gli autori spagnoli concludono per l'inconsistenza scientifica della PAS e la sua pericolosità quando usata nei tribunali, poiché si presta ad essere utilizzata strumentalmente dal genitore violento o abusante, o come ricatto verso le madri quando c'è violenza di genere. 
Questo lavoro ha portato l'Associazione Spagnola di Neuropsichiatria a prendere una posizione ufficiale contro la PAS ed il suo uso giudiziario, definendola un "castello in aria" (http://www.aen.es/docs/Pronunciamiento_SAP.pdf
Recentemente si sono anche pronunciati ufficialmente contro la PAS due organismi giudiziari nord-americani, dove il problema è evidentemente più sentito. 
Il Dipartimento (Ministero) di Giustizia Canadese suggerisce che "In contrasto con la nozione empiricamente non supportata di Sindrome di alienazione parentale, modelli più complessi multidimensionali hanno ricevuto un supporto preliminare di ricerca". (http://www.justice.gc.ca/eng/pi/fcy-fea/lib-bib/rep-rap/2006/2005_3/p4.html
L'Istituto di Ricerca dei Procuratori di Giustizia degli USA, più drasticamente afferma: "La PAS è una teoria non dimostrata in grado di minacciare l'integrità del sistema di giustizia penale e la sicurezza dei bambini vittime di abusi". (http://www.ndaa.org/ncpca_update_v16_no7.html
E l'Italia? Bè, noi italiani ci dobbiamo sempre far conoscere. Cosa c'è di meglio che farne una legge? Così non se ne parla più (dura lex sed lex). Ed eccola la legge, o meglio la proposta: DDL n° 957/2008, a firma degli Onorevoli Senatori della Repubblica, Valentino, Ciarrapico, Cossiga (buonanima), Tofani, Bevilacqua, Thaler Ausserhofer, Giai, Santini, Ramponi, Izzo, Amoruso, Nicola Paolo Di Girolamo, Di Giacomo, Saccomanno, Giancarlo Serafini, Asciutti, De Gregorio, Speziali, Stradiotto, De Lillo, Amato e Boldi (http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00326101.pdf ). 
Nella relazione introduttiva, i firmatari del DDL, si spendono calorosamente a favore della PAS, giungendo addirittura ad affermare, erronamente, che "La letteratura scientifica ha ormai ampiamente documentato sia l’esistenza di questa specifica sindrome che il principale suo rimedio, che consiste nel togliere potere al genitore condizionante, negandogli l’esercizio della potestà" sino a a prevedere, con l'art. 9 del DDL, che "Il comprovato condizionamento della volontà del minore, in particolare se mirato al rifiuto dell’altro genitore attivando la sindrome di alienazione genitoriale, costituisce inadempienza grave, che può comportare l’esclusione dall’affidamento". La tautologia di Gardner (se rifiuti un genitore è perché l'altro ti ha condizionato) verrà santificata in una legge dello Stato Italiano. 
Il DDL è in discussione alla Commissione Giustizia del Senato, per cui bisogna far sapere ai componenti della Commissione Giustizia che la PAS non esiste, come sindrome clinica, e che quindi è inopportuno prevederla addirittura in una legge dello Stato; darebbe luogo ad un contenzioso senza fine. 
Bisogna fargli sapere che il sistema giudiziario statunitense la considera pericolosa per l'integrità della giustizia penale e la sicurezza dei bambini. 
Bisogna fargli sapere che un genitore che augura a suo figlio una malattia non è un buon genitore, si comporta contro natura; un genitore "sano" mai si mostrerebbe felice di una malattia del figlio, mai pagherebbe medici ed avvocati perchè dimostrino che suo figlio è malato. Un genitore che vuole i suoi figli malati dovrebbe essere escluso dall'affidamento e dalla patria potestà. 
Bisogna fargli sapere che la PAS viene di solito invocata proprio dal genitore violento e abusante, come argomento retorico per ottenere l'affidamento esclusivo del figlio che lo rifiuta e come arma di ricatto verso il coniuge quando nella coppia c'è violenza di genere. Dopo le leggi ad personam dobbiamo aspettarci pure le leggi "ad pedofilum"? Tanto vale chiudere prima e dichiarare il fallimento etico della Repubblica. 
I componenti della Commissione Giustizia del Senato si trovano qui: http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Commissioni/0-00002.htm
L'orco del terzo millennio, la PAS, sta cercando di entrare nei Tribunali dei Minorenni dalla porta principale, attraverso una legge dello Stato: chiudiamo quella porta e gettiamo via la chiave.  E poi la nostra risposta, in forma di lettera aperta all'autore precedente, Dr. Andrea Mazzeo: Egregio Dottor Mazzeo, anzitutto mi presento. Sono Marino Maglietta, la persona che ha la responsabilità tecnica del testo disegno di legge 957 contro il quale lei spende veementi parole in un suo recente intervento.

Premetto di non mettere in alcun dubbio la sua competenza di psichiatra, così come non ho alcuna intenzione di contestare la sua ricostruzione della biografia di Richard Gardner. Del resto, nulla di nuovo: sono circostanze ben note, data l'ampia reclamizzazione che ne ha dato il NOW, riecheggiata da analoghi circoli italiani. Il fatto è che la sua premessa di tipo personale, che lei usa trionfalmente a dimostrazione della bontà della tesi conclusiva, è invece del tutto irrilevante sotto tale profilo. Il problema non è di stabilire se e fino a che punto l'autore di una teoria sia stato una brava persona, e neppure se e fino a che punto la teoria abbia ricevuto il consenso e l'approvazione del mondo accademico, ma solo se nella sostanza quelle idee evidenziano un problema reale e suggeriscono rimedi convincenti. Vede,  iI diritto, e soprattutto il diritto di famiglia, è una materia estremamente concreta, essendo in grado di modificare la vita delle persone e potendo indurre profonde sofferenze: non è un'esercitazione didattica o un articolo che allunga il curriculum. Per questo maneggiandolo si ha il dovere di essere essenziali. Nello scrivere un testo di legge  si ha prima di tutto la necessità di farsi capire, visto che la legge dovrà essere rispettata da tutti i cittadini, e non solo da pochi addetti ai lavori. Si sono esemplificati gli effetti della manipolazione utilizzando il termine  "Sindrome di alienazione genitoriale", perché questo è il modo in cui, propriamente o impropriamente, viene comunemente indicata quella certa classe di fenomeni ed è quindi più facile farsi capire. Ma si può togliere il termine senza che la sostanza cambi di una virgola. Infatti, se si segue una linea di ragionamento ispirata al buonsenso e si evitano strumentali forzature di evidente base ideologica, non ci vuole molto a comprendere il pensiero del legislatore.  
Quando due genitori si separano tentano sempre , entrambi, di manipolare i figli, portandoli dalla loro parte e mettendoli contro l'altro. Ovviamente l'operazione riesce molto meglio al genitore maggiormente presente, sia perché passa più tempo con loro sia perché essi, già profondamente turbati dalla rottura del legame genitoriale, paventano la perdita del genitore residuo e desiderano accontentarlo.   Il risultato è che molto spesso si schierano, prendendo posizioni sbagliate, di cui poi si pentono e che comunque li fanno molto soffrire. A volte questo atteggiamento è così drastico da arrivare al rifiuto totale di un genitore.  Che si arrivi o no a questo punto la differenza è solo quantitativa: la manipolazione c'è stata - e il danno c'è, più o meno grave - dunque è necessario contenerla, è necessario cercare di porvi rimedio fino a che si è in tempo, perché oltre un certo limite non si rimedia più. Chi legge non avrà difficoltà a comprendere che l'unico rimedio efficace consiste nel togliere potere al genitore condizionante. Valutando i numeri in gioco, quanti possono essere i casi in cui c'è un genitore che tenta di mettere i figli contro l'altro e quindi è opportuno limitarne il potere? Sicuramente un bel numero. E quanti possono essere i casi in cui l'altro genitore è un pedofilo? Francamente, sostenere che quando c'è ostilità o rifiuto è perché c'è pedofilia o comunque abuso è tesi che suscita un discreto senso di ridicolo. E poi, attenzione: il ddl 957 non stabilisce alcun automatismo. Afferma che quando si è in presenza di un rifiuto da parte di un figlio è opportuno andare a guardare quale ne è la ragione e solo se si scopre che ciò dipende da uno dei genitori è necessario intervenire e sanzionarne il comportamento. Lei non è d'accordo?  Pazienza.
Concludo con una breve considerazione di metodo. Il metodo scientifico, che dovrebbe accomunare tutti coloro che intendono fare seriamente ricerca, consiste nell'indagare insieme ad altri, anche a chi la pensa diversamente, come stiano esattamente le cose, per poi giungere insieme alle corrette conclusioni e adottare i giusti interventi. Consiste, cioè, nel dialogare, non nell'aggredire. Al suo posto avrei contattato gli estensori del testo - citati nell'introduzione - muovendo le debite obiezioni e chiedendone la spiegazione. Impugnare lo spadone a due mani e menare fendenti all'impazzata, senza neppure essersi documentati sulle motivazioni delle tesi altrui e sui fondamenti delle proprie non appartiene al metodo scientifico. Soprattutto quando si esce dal terreno familiare per avventurarsi in ambiti sconosciuti. E che il diritto di famiglia le sia del tutto estraneo lo si coglie con tutta evidenza nella terminologia, come nei concetti e nei ragionamenti. "Patria potestà", "tribunale dei minorenni", genitori che augurano ai figli una malattia, che "pagano medici e avvocati perché dimostrino che il figlio è malato"... è tutto un armamentario privo di qualsiasi correttezza e logica giuridica. Ma la cosa che più colpisce e l'ignoranza relativa alle precedenti applicazioni della PAS nei tribunali italiani. E' sufficiente citare la prima, che ha ispirato le successive.  Si tratta di una sentenza del Tribunale di Alessandria (n. 318/99 del 24 giugno 1999, confermata dalla Corte di Appello di Torino), che ha deciso di affidare un bambino di 10 anni alla madre, togliendolo al padre, verso la quale manifestava “estrema avversione”, avendo individuato una PAS, attivata dal padre. In questo modo l problema si è risolto e il bimbo ha ritrovato in brevissimo tempo la sua serenità e il suo equilibrio.
Ma se era per lei, dottore,... ah, queste madri pedofile!    
Cordialmente. Marino Maglietta

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