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Due parlamentari toscani per il vero condiviso PDF Stampa E-mail

Due parlamentari toscani per il vero condiviso

Atto n. 4-03777 - Interrogazione a risposta scritta

Pubblicato il 5 ottobre 2010, Seduta n. 432

PORETTIPERDUCA - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

nella XIV legislatura il Parlamento ha approvato a larghissima maggioranza la legge 8 febbraio 2006, n. 54, recante "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli"; la portata innovativa di questo testo, in linea con l'orientamento prevalente nei Paesi dell'Unione europea, risiede nel riconoscere che «anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale»;

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Novità dal Senato PDF Stampa E-mail

Un primo importante passo verso il trasferimento delle competenze al tribunale ordinario

Il Senato ha approvato un emendamento (Poretti, Perduca) che prevede che se vengono segnalati maltrattamenti mentre è in corso una causa di separazione o divorzio la questione sia esaminata dallo stesso giudice del tribunale ordinario, anziché dal tribunale per i minorenni, come avviene adesso: «Per i procedimenti di cui all'articolo 333 resta esclusa l'ipotesi in cui sia in corso, tra le stesse parti, giudizio di separazione o divorzio o giudizio ai sensi dell'articolo 316. In tale ipotesi e per tutta la durata del processo, la competenza, anche per i provvedimenti contemplati dalle norme richiamate, spetta al giudice ordinario».

 
Interventi in Senato di Donatella Poretti PDF Stampa E-mail

Non può che far piacere la serie di interventi in Senato di Donatella Poretti a favore di ogni forma di parità giuridica all'interno della famiglia: tra figli naturali e legittimi, come tra genitori nei loro confronti. E' una posizione moderna, adeguata ai tempi, sensibile al giusto desiderio femminile di pari opportunità, ma soprattutto adeguata al senso di giustizia che dovrebbe guidare ogni norma di legge. E in aggiunta è apprezzabile la sua fermezza nel dissociarsi da proposte "retro" del suo gruppo, come quella di mantenere in piedi le competenze del Tribunale per i Minorenni in materia di separazione e affidamento, anziché indirizzare anche le coppie non coniugate al Tribunale Ordinario. Non c'è che augurarsi che il suo esempio abbia un forte effetto di trascinamento su chi, almeno per ora, esplicitamente o implicitamente, evidenzia nostalgie per l'antico regime. (M.M.) Leggi l'intervento

 
AFFIDO CONDIVISO: ASSOCIAZIONE DIFFIDA A MINISTRO ALFANO PDF Stampa E-mail

AFFIDO CONDIVISO: ASSOCIAZIONE DIFFIDA A MINISTRO ALFANO

(AGI) - Roma, 27 set - “Il diritto del minore alla bigenitorialita’ non puo’ rimanere solo sulla carta, per questo motivo sosteniamo la decisione presa da Adiantum (Associazione di Associazioni Nazionali per la Tutela dei Minori, ndr) di notificare al Ministro della Giustizia una diffida collettiva in nome e per conto di oltre 100 genitori separati nella quale si chiede alla pubblica amministrazione di garantire il pieno rispetto delle disposizioni contenute nella legge n. 54 del 2006″.

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L'affido condiviso resta sulla carta PDF Stampa E-mail

L'affido condiviso resta sulla carta

E' il momento dei bilanci per la Legge 54, che sancisce l'applicazione dell'affidamento condiviso in caso di separazione o divorzio. E a distanza di quattro anni dalla sua entrata in vigore, è lo stesso autore del testo Marino Maglietta a decretarne il completo fallimento.

Dati alla mano ci si rende presto conto di come l'affido condiviso, ed i principi che ne sono alla base, resti sostanzialmente inapplicato soprattutto secondo Maglietta, cui va il merito di questa rivoluzione nel diritto di famiglia: “per la difficoltà da parte dei giudici a staccarsi da precedenti prassi consolidate, che sono proprio quelle che la nuova legge intende correggere”.

Il principio della “bi-genitorialità”, che la legge avrebbe dovuto promuovere, rimane quindi nella maggior parte dei casi solo un concetto astratto. 

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