Linee guida per la Sezione Famiglia del Tribunale di Brindisi

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1) Inquadramento.

2) Aspetti operativi principali (residenza, frequentazioni, assegnazione della casa familiare, mantenimento, spese straordinarie, ascolto del minore e mediazione familiare).

3) Fac-Simile della separazione consensuale

 

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Leggi l'articolo sul seminario di studio avvenuto a Brindisi il 3 marzo 2017

Affido ‘falsamente’ condiviso, il tribunale di Brindisi detta le regole per i genitori (da IlFattoQuotidiano, Avv. M.A. Mazzola)

“Vedrai che non ti faccio più vedere il figlio!”

Sul reato di alienazione genitoriale e la proposta Hunziker-Bongiorno ..

Nuova proposta di legge in tema di alienazione genitoriale e nuova polemica. 

Quante volte abbiamo sentito la frase “Vedrai che non ti faccio più vedere il figlio!”. Il 30% dei figli separati perde il contatto con un genitore e ciò nella maggior parte dei casi è un gran danno per il minore. La proposta si riferisce alle azioni di manipolazione subite dai figli con la finalità di minare e tagliare il rapporto con l'altro genitore (non c'è violenza ma solo false accuse). Il fenomeno è comunissimo nelle aule giudiziarie. Ai giudici il compito di stabilire la fondatezza delle accuse o l'uso delle stesse per aver vantaggi nelle condizioni di separazione (collocazione dei figli, tempi, soldi, casa).

Quando ci si riferisce alla perdita di contatti dei figli con un genitore il fenomeno può essere analizzato anche alla luce del DSM5

Leggi l' articolo 

Case per "mariti" separati, e loro riabilitazione morale

Una iniziativa per vari aspetti preoccupante

In Sicilia la Caritas ha inteso venire incontro al disagio delle famiglie separate preoccupandosi dell'aspetto economico, e non solo, dei "mariti" separati, gravati da un assegno di mantenimento che li riduce in miseria:

http://www.siciliafan.it/in-sicilia-nuove-case-per-mariti-separati/

La notizia non ci rallegra. fatta eccezione per le buone intenzioni, ovviamente. Criticità ce ne sono parecchie. Già le "case per padri separati" fanno pensare alla chiusura in un ghetto. Sarebbero preferibili interventi sistematici e generalizzati, tipo punteggi nelle assegnazioni di alloggi popolari. E poi: perché mariti e non coniugi? Si esclude a priori un disagio economico femminile? Perché mariti e non padri? Conta essere coniugati o avere figli? Perché ex mariti e non ex partner? Se ci si è lasciati senza essere sposati se ne resta fuori? Ma la più preoccupante notizia che ci fornisce l'articolo è un'altra:: " La bellezza del progetto è intrinseco sia nell'aiuto economico sia in quello umano. Ma diventa ancora più interessante, quando si comprende che i 15 mariti che potranno usufruire del servizio, saranno accompagnati passo dopo passo, in una riabilitazione morale, grazie ad una sorta di affiancamento destinato all'inserimento del marito, nella sua nuova vita". Insomma, a quanto è dato capire questi "disgraziati" vanno non solo sostenuti economicamente, ma anche recuperati moralmente, anzi "riabilitati", perché l'hanno fatta grossa? Ma allora perché si esclude che anche l'altro coniuge sia ugualmente da "riabilitare"? E sui figli? Neanche una parola. Il perché sembra chiaro: i figli li ha persi lui, non lei, in barba all'affidameno condiviso. Questo è l'inconsapevole messaggio. Per lui "Incipit vita nova". Prima se ne rende conto meglio è. Quei figli ormai li ha persi ... si rassegni. Beh, Crescere Insieme la pensa diversamente. Noi non ci rassegnamo. (M.M.)

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