Chi siamo

Chi siamo

Crescere Insieme è una associazione nazionale con punti di riferimento in ogni parte d'Italia fondata nel 1993 e costituita da persone - indifferentemente uomini e donne, sposate e non, con figli e senza  il cui obiettivo primario è tutelare il diritto del minore di mantenere rapporti continuativi e significativi con entrambi i genitori, ancorché separati.

Scopi

Infatti, l'affidamento dei figli a un solo genitore, con irrisorie possibilità di contatto con l'altro, a lungo praticato in misura nettamente prevalente, costituisce una soluzione squilibrata e altamente discriminatoria, che innesca o esalta una forte conflittualità e che soprattutto può indurre nel minore gravi disturbi di carattere psicofisico e comportamentale, legati a una crescita senza padre o senza madre, con un genitore oberato di incombenze e di responsabilità, costretto a improvvisarsi anche in un ruolo non suo, e un altro condannato, o autorizzato, all'assenza. Eliminare o ridurre i motivi principali dei rancori può rendere possibile anche un recupero delle intese di coppia, ove la rottura abbia avuto motivazioni superficiali, o quanto meno salvare il legame genitoriale, assicurando una sopravvivenza al primitivo progetto familiare.

L’affidamento condiviso

Mettendo a frutto l'esperienza e le competenze degli aderenti e i suggerimenti di numerosi figli di separati nacque un progetto di riforma che teneva in notevole conto le soluzioni adottate altri paesi, nei quali una più antica tradizione divorzista aveva fatto maturare prima i medesimi problemi e dove la custodia condivisa dei figli era ormai diventata regola fissa. Venne così elaborata, per iniziativa di Crescere Insieme, una proposta di legge nella quale si privilegiava l’affidamento dei figli ad entrambi i genitori – se entrambi idonei – secondo regole da essi stabilite, se in grado di mettersi d’accordo, e altrimenti stabilite dal giudice caso per caso, in funzione delle abitudini consolidate e delle proposte avanzate da ciascuno dei genitori: l’affidamento condiviso. Dopo un tormentato ed estenuante iter parlamentare il progetto è diventato legge (n 54, 8 febbraio 2006), modificando il codice civile.
Il nuovo modello, pur avendo subito tagli e dolorose modifiche, introduce profonde modifiche. Anzitutto permette di conservare ai figli il contributo educativo e affettivo di entrambi i genitori anche se la conflittualità è elevata. In tal caso, infatti, la potestà sarà esercitata separatamente, ossia le decisioni del quotidiano verranno assunte dal genitore presente, senza interferenze dell'’altro. Ciascun genitore avrà comunque dei compiti da svolgere, comprensivi della relativa parte economica, in modo da ridurre la rilevanza dell’assegno (causa frequente di conflitti). Questo assume un valore perequativo, in funzione del reddito di ciascun genitore. L’affidamento condiviso, inoltre, prevede il diritto del minore a mantenere rapporti con tutto l’ambito parentale (in primis i nonni), il riconoscimento della valenza economica del lavoro di cura, l’obbligo per il giudice di disporre indagini su redditi e beni contestati e l’estensione della nuova normativa ai figli di genitori non coniugati.

Le attività

Oltre ad essere permanente impegnata in attività di ricerca e di studio nell’ambito del diritto di famiglia – al momento, in particolare, Crescere Insieme è impegnata nel monitorare l’applicazione della legge e nel promuoverne una corretta interpretazione - l'associazione opera a favore di quanti stanno attraversando il difficile momento della separazione, offrendo loro gratuitamente mediazione e consulenze giuridiche.