“Abbiamo usato la Mediazione Familiare”. Ma forse no…

Una testimonianza che coniuga alla perfezione i legami tra mediazione familiare e condiviso vero

di Anna Laura Tocco pubblicato il 7 ottobre 2014 Oggi è un giorno di udienza civile, di quelli nei quali il Magistrato di turno si trova sommerso dai fascicoli di numerose cause, con un ruolo stracarico anche in conseguenza dell’accorpamento recente delle soppresse sedi periferiche.

Quasi sgomitando due colleghi riescono a raggiungere la scrivania, trionfanti annunciano di avere diritto di precedenza in quanto sono riusciti a raggiungere un accordo “Come avete fatto?” chiede il Giudice sorridendo. “Abbiamo usato la mediazione familiare” , rispondono.

Incuriosita mi avvicino ed osservo attentamente la coppia, l’esperienza mi induce a diffidare di certi proclami. Noto subito che si voltano le spalle, lei ha gli occhi pieni di lacrime, lui è scuro in volto. Gli avvocati quasi li trascinano ed il Giudice inizia, pubblicamente, a leggere gli accordi predisposti. Inorridisco nell’ascoltare che viene rigorosamente stabilito che il padre, sia pur in regime di affidamento condiviso, potrà tenere con sé la bambina solo due pomeriggi a settimana, per non più di due ore, sono rigorosamente vietati i pernottamenti, le vacanze ecc.

Non riesco a trattenermi ed intervengo facendo presente che ritengo queste statuizioni contrarie all’interesse della minore, il Giudice mi guarda perplesso, vorrebbe arrabbiarsi per la mia illegittima intromissione, ma comprende che è stata fatta in buona fede, quindi interroga i colleghi sull’argomento. La risposta è concorde: hanno rispettato la volontà delle parti, hanno, per così dire, fatto una “negoziazione assistita” spacciandola per un percorso di mediazione familiare.

Ovviamente ho dovuto desistere, stavo diventando proprio antipatica, spero comunque, per quella povera bambina, che il Tribunale non abbia omologato la separazione.

Purtroppo c’è tanta confusione in giro e l’accavallarsi di norme non agevola il compito degli operatori, purtroppo pochi conoscono la differenza tra la mediazione civile e commerciale e la mediazione familiare, i diritti indisponibili, deve essere ben chiaro, tali dovranno rimanere, perché è proprio per tutelarli al meglio che per gli altri sono stati creati strumenti alternativi.
Inoltre è assolutamente indispensabile che gli avvocati che si occupano di questa delicata materia siano quantomeno sensibilizzati alla mediazione e conoscano le tecniche di gestione del conflitto, in caso contrario spesso, inconsapevolmente, finiscono per agevolare situazioni di maltrattamento psicologico.

Purtroppo, al contrario, la recente normativa in materia di specializzazioni, prevede solo quella in “Diritto di famiglia” e la lascia gestire da Associazioni fondate da chi è uso risolvere i problemi con processi e conseguenti cavilli!

Anna Laura Tocco

Avvocato, esperta in diritto di famiglia e minori, approda alla mediazione a seguito di una esperienza triennale come Giudice Onorario. Mediatore familiare, civile, commerciale, societario, penale…insomma Globale, è presidente della Associazione Kairos dal 2004, anno della sua fondazione, da sempre in prima linea nella battaglia che una sola parte della avvocatura (purtroppo) porta avanti da anni per affermare la validità e l’importanza della risoluzione alternativa delle controversie.