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Mediazione familiare: perché crederci PDF Stampa E-mail
Scritto da marco   
Mercoledì 10 Giugno 2015 08:21

La mediazione rappresenta da sempre uno strumento di pacificazione e di rispetto in tutti gli ambiti della vita umana, sia quando si parla di conflitti tra i popoli sia a livello del piccolo gruppo, in particolare nella scuola e nella famiglia.

Strumento sempre troppo poco utilizzato

Durante una separazione o un divorzio tutta la famiglia attraversa un periodo difficile, stressante, con le conseguenti difficoltà emotive ed organizzative che comportano cambiamenti a tutti i livelli.

La mediazione familiare facilita questi cambiamenti, grazie ad uno spazio neutro dove i coniugi hanno la possibilità di confrontarsi e giungere alla stesura di accordi condivisi, ragionevoli e soddisfacenti su tutti gli aspetti che riguardano una separazione (decisioni riguardanti l'educazione religiosa, la salute, la scelta dei percorsi scolastici, delle attività sportive e ludiche, i tempi di permanenza presso il singolo genitore, le questioni economiche).

Sì, è possibile trovare degli accordi, o per lo meno è doveroso cercare di farlo!

Si parla dei figli ( la mediazione familiare è infatti rivolta prevalentemente alle coppie con figli) ma questi non partecipano, perché a loro pensano i grandi.

Con la mediazione si può evitare di :

  • usare i figli come giudici e/o arbitri dei comportamenti dei genitori, veicoli di comunicazioni tra coppie che non comunicano, testimoni od ostaggi;

  • screditare o denigrare l’altro coniuge agli occhi dei figli; cercare la complicità dei figli istigandoli contro l’altro genitore, dipingendosi vittime.

La mediazione familiare non è una terapia psicologica né un intervento legale.

La mediazione familiare cerca di conoscere solo punti di vista e non la verità, si focalizza maggiormente su aspetti oggettivi ( obiettivi e posizioni), perché il suo scopo non è quello di stabilire chi ha torto o ragione o convincere qualcuno della bontà o meno di un’opinione.

Autonomia, volontarietà, impegno e capacità di mettersi in discussione, sono gli elementi indispensabili di una buona mediazione familiare, sia che si tratti di separazione e/o divorzio sia di qualsiasi altro tipo di mediazione che riguarda aspetti e problematiche della famiglia (es. la gestione della malattia di un suo componente, di un genitore anziano da parte di più fratelli, un cambio lavorativo, il passaggio generazionale all’interno dell’azienda familiare).

E' un grande opportunità da cogliere; un’occasione in più per riesaminare con attenzione la propria posizione, chiarire i bisogni di ciascuno. E' uno strumento in più per imparare insieme a dialogare, anche quando un conflitto acceso sembrerebbe impedirlo, per riuscire a comunicare con i figli spiegando che la separazione è frutto di una decisione della coppia e che nessuna responsabilità può esser loro imputata.

Per continuare ad essere genitori anche e soprattutto quando non si può essere più coppia.

Il mediatore familiare è un professionista, con formazione di base giuridica o psicologica, adeguatamente formato che, in posizione terza e neutrale rispetto alle parti permette la riapertura di quel canale comunicativo spesso interrotto. Mantenersi in equilibrio durante le fasi della mediazione è fondamentale per il mediatore che deve imporsi di essere imparziale, offrendo uno spazio sereno di dialogo che privilegi il tempo dell’ascolto.

Dott.ssa Francesca Bonanomi

Membro dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari

Coordinatrice regionale e referente provinciale Associazione Crescere Insieme

Via Papa Giovanni XXIII n. 8/C , Vimercate

Tel. 338.4717150

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Giugno 2015 08:34