Affidamento condiviso: i figli di genitori separati attendono da oltre 15 anni l’effettiva applicazione della legge 54/2006. Nonostante la normativa preveda un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, nella prassi giudiziaria continua a prevalere il modello monogenitoriale con il genitore “collocatario” e il mantenimento indiretto. Questo articolo riporta le testimonianze dirette dall’audizione in Senato dell’associazione “Figli per i Figli”, che dal 2011 denuncia come l’affidamento condiviso rimanga sulla carta mentre i figli pagano il prezzo di un sistema che privilegia l’efficienza organizzativa rispetto ai bisogni affettivi.La bigenitorialità effettiva rimane una sfida cruciale per migliaia di famiglie italiane.
L’affidamento condiviso tradito: cosa chiedono i figli di separati
La legge 54/2006 sull’affidamento condiviso ha introdotto principi chiari: bigenitorialità, parità genitoriale, mantenimento diretto. Eppure, a distanza di quasi vent’anni, i figli di genitori separati continuano a chiedere ciò che la legge già prevederebbe.
Dall’audizione in Senato del 2019 dell’associazione “Figli per i Figli” emergono parole inequivocabili: “Il modello dominante è restato – nella sostanza – quello monogenitorale. E noi siamo ancora a chiedere le stesse cose, scontrandoci con le medesime fazioni, con gli stessi gruppi di potere, che ancora una volta affermano di spendersi per ‘l’interesse del minore’.”
Il cuore del problema: quale modello di affidamento condiviso?
I rappresentanti dell’associazione chiariscono che “la divergenza di valutazione non riguarda dei dettagli, ma il cuore stesso del problema, ovvero la scelta del modello. È chiarissima la loro preferenza per il vecchio sistema.”
Cancellare l’avverbio “pariteticamente” significa volere che la gestione dei figli sia squilibrata. Il sistema attuale, che prevede che i figli stiano sempre – o quasi – presso un genitore mentre l’altro provvede economicamente, “significa non avere minimamente compreso le nostre esigenze e i motivi più profondi del nostro dolore.”
Affidamento condiviso vs efficienza aziendale: la famiglia non è un’impresa
Una critica fondamentale riguarda la visione “aziendale” della famiglia separata: “Il criterio guida deve essere l’efficienza! Ma la famiglia non è un’azienda! Non si può dare la priorità alla stabilità logistica rispetto a quella affettiva.”
I figli denunciano lo “sballottamento” quotidiano: essere cacciati in macchina dopo cena per tornare al “campo base”, dover interrompere compiti, discorsi o anche un cartone animato per rispettare gli orari del “diritto di visita”. Questo non è affidamento condiviso, ma frammentazione della vita dei minori.
Le audizioni in Senato: 2011-2019, otto anni di richieste inascoltate
Le testimonianze dell’associazione “Figli per i Figli” sono documentate in due audizioni ufficiali al Senato della Repubblica:
- Audizione 2011: Prima denuncia organica delle criticità nell’applicazione dell’affidamento condiviso (documento integrale Senato 2011)
- Audizione 2019: Conferma che dopo otto anni nulla è cambiato nella prassi (documento integrale Senato 2019)
Cosa chiedono concretamente i figli per un vero affidamento condiviso
L’associazione individua due punti irrinunciabili per l’effettiva applicazione dell’affidamento condiviso:
- Rapporto equilibrato e continuativo reale: cancellare la figura del genitore “collocatario” e ammettere una frequentazione mediamente bilanciata, con doppia domiciliazione che permetta ai figli di avere due case, non una “principale” e una “di visita”.
- Compiti di cura per entrambi i genitori: entrambi devono preoccuparsi delle necessità dei figli e provvedere personalmente attraverso il mantenimento diretto, non delegando tutto a un genitore tramite assegni.
Affidamento condiviso: dalle parole ai fatti
La testimonianza dei figli di separati è un atto d’accusa chiaro verso un sistema giudiziario che continua a privilegiare l’efficienza organizzativa rispetto ai bisogni affettivi dei minori. L’affidamento condiviso non può ridursi a una formula burocratica: deve tradursi in tempi paritari, doppia domiciliazione, mantenimento diretto e pari responsabilità genitoriale.
Finché la prassi continuerà a creare “genitori collocatari” e “genitori visitatori”, l’affidamento condiviso rimarrà una promessa non mantenuta ai figli che, dal 2011 a oggi, continuano ad attendere che la legge venga finalmente applicata.